Libro "VB 2010 spiegato a mia nonna" (22)

Il peso della storia

Il linguaggio BASIC è stato creato da Thomas Eugene Kurtz e da John Kemeny (Figura 2.1) nel 1964 (nello stesso anno di nascita dell’autore di questo libro) al Dartmouth College, con l’intento di ideare un linguaggio semplice da imparare e adatto ai principianti.

Questo obiettivo è dimostrato dal significato stesso dell’acronimo BASIC: Beginner’s All-purpose Symbolic Instruction Code.

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Figura 2.1 – John Kemeny e ThomasEugene Kurtz.

La fama di linguaggio per principianti o addirittura di “linguaggio-giocattolo” è stata purtroppo tramandata fino a oggi, poiché molti programmatori di linguaggi professionali (es.: C++, JAVA e altri) hanno da sempre ritenuto il BASIC un linguaggio poco produttivo, per niente robusto, debole, inaffidabile, troppo permissivo nella sintassi e nella forma. Un linguaggio da ignorare anche per la sua eterna etichetta “for Beginner” (per i principianti).

Nessuno può negare questa verità, soprattutto per i primi suoi trent’anni di vita.

Molti di voi, per esperienza o per averlo letto, ricorderanno

sicuramente le storiche versioni del BASIC:

  • Commodore Basic e GwBasic, il primo per i Commodore (l’autore ricorda ancora il suo primo computer, un Commodore VIC-20 ma molti lettori avranno avuto occasione di utilizzare questo linguaggio con il famoso C-64) e il secondo per i PC con MS-DOS. Entrambi i linguaggi erano caratterizzati dal cosiddetto “spaghetti -code” che non si riferisce, in alcun modo, alla cucina italiana.

Infatti, si tratta di un intreccio di istruzioni pieno di GOTO, per saltare da una parte all’altra del programma, che rendeva impossibile capire un programma a posteriori.

La programmazione strutturata non esisteva ancora e la sintassi del linguaggio era povera e limitata, oggi sembra impossibile che i programmi di quel tempo fossero davvero scritti così. Questo è un classico programmino di esempio (si noti che tutte le righe sono obbligatoriamente numerate):

10 REM *** Il classico “Ciao Mondo!” ***
20 REM Ripetuto all’infinito con il “GOTO 30″
30 PRINT “Ciao Mondo!”
40 GOTO 30

Nota – Programmazione strutturata: un approccio disciplinato alla scrittura dei programmi per ottenere programmi più leggibili e manutenibili e quindi con un numero inferiore di errori rispetto allo “spaghetti-code”.

  • la prima rivoluzione è avvenuta con Quick Basic, fornito con le ultime versioni di MS-DOS, e di più con Visual Basic per DOS 1.0, l’unica versione di Visual Basic prodotta con un’interfaccia utente a caratteri, cioè completamente testuale e senza grafica, a parte la possibilità di inserire dei caratteri grafici per incorniciare alcune aree dello schermo e poco altro. Questa versione di VB ha il merito di aver introdotto una programmazione molto più strutturata e la cosiddetta programmazione guidata dagli eventi. Meno GOTO, quindi, e costrutti molto più potenti e flessibili. Inoltre iniziavano ad apparire elementi semi-grafici che anticipavano i controlli cui oggi siamo abituati: pulsanti, caselle di testo, caselle combinate, gruppi di opzioni, menu e altro. A questi elementi erano associati degli eventi che permettevano di progettare programmi in modo non molto diverso da come si fa oggi: per ogni evento rilevato e gestito, il programmatore poteva introdurre una procedura di gestione dell’evento (si pensi, per esempio, all’evento Click di un pulsante);
  • nel frattempo Microsoft stava lavorando a un nuovo progetto: Visual Basic per Windows. Il rilascio di Visual Basic per Windows è stato accolto con grande consenso dalla moltitudine di programmatori e di appassionati in ambiente Windows. Infatti, la programmazione per l’ambiente grafico era realizzata, fino ad allora, con programmi che richiedevano lunghe sequenze di istruzioni, anche solo per disegnare una finestra vuota o un pulsante. Con l’avvento di Visual Basic per Windows, i programmatori hanno potuto acquisire una maggiore velocità di sviluppo e quindi ottenere anche una migliore produttività e qualità dei risultati. Oltre alla prima versione di Visual Basic, ne sono seguite altre che hanno fatto la storia: si pensi alla versione 3.0, rimasta in auge per molti anni, alla versione 4.0, che permetteva la produzione di programmi destinati sia alla piattaforma Windows a 16 bit, sia a quella a 32 bit, e infine la versione 6.0 (anno 1998) che resiste tuttora, anche dopo il rilascio di diverse versioni di Visual Basic .NE T.

Nota – Pare che nella prossima versione di Windows (attualmente denominata Windows 8, successiva a Windows 7), il supporto al runtime di Visual Basic 6.0 sia destinato a scomparire.

L’unico modo per progettare ed eseguire programmi in VB6, quindi, sarà in una macchina virtuale con uno dei sistemi operativi precedenti. Molti sviluppatori, comunque, si sono già orientati da tempo a questa soluzione.

Nel 2002 una nuova rivoluzione ancora più stravolgente: Microsoft rilascia la prima versione di Visual Basic.NET (VB.NET).

Se per molti anni Visual Basic è stato, in parte, giustamente considerato un linguaggio per principianti, questo non è più vero con l’enorme potenza messa a disposizione da Visual Basic.NE T e il sottostante Framework .NET 1.0. Improvvisamente il Basic è in grado di competere alla pari con altri linguaggi “nobili” e dimostra una rinnovata forza che gli permetterà di entrare con pieno diritto anche negli ambiti della programmazione professionale.

Intendiamoci: non vogliamo dire che Visual Basic 6.0 non fosse utilizzato in ambito professionale. Tutt’altro! Tuttavia, come abbiamo già affermato, i programmatori di altri linguaggi l’hanno sempre considerato, ingiustamente, un linguaggio di serie B.

Le successive versioni di Visual Basic.NE T 2003, Visual Basic 2005, Visual Basic 2008 e, ora, Visual Basic 2010 dimostrano che il linguaggio è veramente in grado di rinnovarsi e di stimolare l’interesse degli sviluppatori di software.

Nota – Una piccola curiosità: dalla versione 2005, il nome ha perso la notazione “.NE T”, sottintendendo il fatto che ormai Visual Basic ha imboccato definitivamente la nuova strada della programmazione orientata agli oggetti. Si ritiene, infatti, che da tale versione non ci siano più dubbi sul fatto che quando si parla di VB si intende VB.NE T e non VB6.

(…segue…)

Fonte: Cap. 2 – libro “Visual Basic 2010 spiegato a mia nonna”, Edizioni FAG Milano, Autore Mario De Ghetto, 2011, http://bit.ly/NRO6Cn.

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Pubblicato il 5 agosto 2012, in Programmazione, VB2010SAMN, VS 2010 con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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