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[VB6] Gestione specifiche import-export di database Access

Per il mio lavoro, spesso ho la necessità di gestire l’importazione e l’esportazione di file di dati (tipicamente file di testo con record a lunghezza fissa) da Microsoft Access. Per queste attività ho sempre utilizzato la gestione delle specifiche di importazione/esportazione nativa di Access, ma è una funzionalità che non mi ha mai soddisfatto completamente.

Per esempio ci sono stati dei casi in cui non sono riuscito a modificare una specifica già esistente e ho dovuto ricrearla da zero, senza contare il problema di inserire un campo all’interno di una specifica già esistente: in questo caso è necessario ricalcolare manualmente il carattere di partenza di ciascun campo successivo. Anche lo spostamento di un campo in una diversa posizione è un’attività che può diventare un’atroce perdita di tempo.

Ecco quindi che, diverso tempo fa, ho pensato di creare un progetto in Visual Basic 6.0 (download di 153 kb). Anzi, i progetti sono più di uno:

  • un progetto che comprende l’interfaccia principale (ImportExport.vbp)
  • un progetto che comprende l’interfaccia per la gestione delle specifiche (Specifiche.vbp)
  • un progetto per gestire le attività di importazione (Import.vbp)
  • un progetto per gestire le attività di esportazione (Export.vbp). 

Con il link sopra riportato potete scaricare tutti questi progetti, con anche gli eseguibili già compilati, un database di prova e alcuni file di testo, con qualche specifica di importazione/esportazione già caricata.

Le specifiche, infatti, vengono caricate in una tabella di Access. E’ possibile estrarre anche le specifiche da un database già esistente e salvarle in questa tabella speciale, così da centralizzare tutte le attività di importazione/esportazione.

Non è tutto: considerato che potrebbe essere necessario eseguire un’importazione/esportazione anche direttamente da un programma VBA scritto all’interno di Access (o di un altro prodotto Office) o perfino in un proprio programma scritto in qualsiasi altro linguaggio (perfino VB.NET), ho pensato di gestire i parametri della riga di comando utilizzati per avviare i programmi Import.exe e Export.exe.

In questo modo è possibile avviare, per esempio, Import.exe passandogli già i parametri necessari per eseguire l’importazione senza nemmeno aprire la sua interfaccia grafica! Il trucco sta tutto nell’evento Load del form Import.frm:

Private Sub Form_Load() 
    ReDim argv(5) As String 
    Dim i As Integer 
    
    Dim sNomeFile 
    Dim sNomeSpecifica 
    Dim sNomeDB 
    Dim sNomeTabella 
      

    ' legge la riga di comando: 
    argv = GetCommandLine(argv) 
    
    If argv(1) <> "" Then 
        ' i parametri vengono passati secondo quest'ordine: 
        sNomeFile = argv(1) 
        sNomeSpecifica = argv(2) 
        sNomeDB = argv(3) 
        sNomeTabella = argv(4) 
        sFlagDelete = argv(5) 
        
        If argv(5) = 1 Then 
            Call DeleteTable(sNomeDB, sNomeTabella) 
        End If 
        
        If argv(1) <> "" Then 
            Call ImportaFile(sNomeFile, sNomeSpecifica, sNomeDB, sNomeTabella) 
        End If 
        
        ' annulla il caricamento del form: 
        Unload Me 
        Exit Sub 
    End If 
    
    ReDim arraySpecifiche(1) 
    arraySpecifiche = ElencaSpecifiche() 
    
    Me.txtNomeSpecifica.Clear 
    For i = 1 To arraySpecifiche(0) 
        Me.txtNomeSpecifica.AddItem arraySpecifiche(i) 
    Next i 
        
End Sub

Per ultima, una piccola precisazione: questo programma l’ho scritto qualche anno fa, ma non l’avevo mai pubblicato prima, quindi è una soluzione assolutamente inedita.

Può sembrare anacronistico un progetto scritto in VB6 come nuova soluzione, visto che ormai .NET è diventata la piattaforma di sviluppo prevalente, ma c’è una considerazione da tenere presente: tra i file forniti con il file compresso c’è anche un report dell’analisi eseguita con Code Advisor per verificare la compatibilità dei progetti con VB.NET. L’esito è assolutamente confortante, dato che viene segnalato solo un piccolo problema relativo a Option Explicit, facilmente eliminabile.

Ovviamente questo progetto può essere utilizzato come prototipo per realizzare una soluzione analoga e più orientata agli oggetti, utilizzando codice VB.NET puro.

In ogni caso spero che possa essere utile a chi, come me, ha avuto problemi nell’utilizzo delle funzionalità native di Access per la gestione delle specifiche di importazione/esportazione.

[VB6-VB.NET] Add-in per l’interoperabilità dei form

Per chi non conoscesse l’add-in gratuito “Interop Forms Toolkit 2.0“, voglio sottolineare una sua caratteristica fondamentale: permette di estendere un progetto VB6, permettendo di utilizzare dei form di Visual Basic.NET direttamente da un’applicazione VB6.

Questo agevola sicuramente chi ha sviluppato un’applicazione “enorme” in VB6 e non si può permettere di perdere molto tempo nell’effettuare la migrazione dell’intero progetto sotto .NET. In questo modo viene garantita la produttività, almeno a breve termine, con una facile estensione del progetto iniziale con nuove funzionalità che VB.NET offre nativamente.

[VB6] Le funzionalità della ShellExecute

Alla pagina http://www.foxitaly.com/risorsetecniche/ShellApplication.htm è possibile trovare numerosissimi utilizzi di ShellExecute:

  • Windows Explorer in un certa directory
  • lanciare un eseguibile passando anche dei parametri
  • lanciare un file che ha un programma associato nel sistema operativo
  • aprire il programma predefinito di e-mail sul sistema
  • lanciare diverse componenti del Control Panel
  • aprire Internet Explorer con una certa pagine web
  • registrare una DLL, un ActiveX Control (.ocx file) o un OLE COM EXE
  • chiudere la sessione windows
  • sospendere il PC
  • lanciare diversi sottoprogrammi del sistema operativo
  • gestione delle finestre aperte in Windows
  • aprire un elemento del “Control Panel”
  • aprire la finestra “Date/Time Properties”.

#14 Aprire un file PDF

Per aprire un file PDF in VB6/VBA, con il programma predefinito (solitamente Acrobat Reader), è possibile utilizzare il seguente codice:

' Sezione dichiarazioni 
Public Declare Function ShellExecute _ 
  Lib "shell32.dll" Alias "ShellExecuteA" _ 
  (ByVal hwnd As Long, ByVal lpszOp As String, _ 
  ByVal lpszFile As String, ByVal lpszParams As String, _ 
  ByVal LpszDir As String, ByVal FsShowCmd As Long) As Long   

Public Declare Function GetDesktopWindow Lib "user32" () As Long 
Public Sub ApriPDF(NomeFile As String) 
  Const SW_SHOWNORMAL As Long = 1 
  Const ERROR_BAD_FORMAT As Long = 11 
  Const SE_ERR_ACCESSDENIED As Long = 5 
  Const SE_ERR_ASSOCINCOMPLETE As Long = 27 
  Const SE_ERR_DDEBUSY As Long = 30 
  Const SE_ERR_DDEFAIL As Long = 29 
  Const SE_ERR_DDETIMEOUT As Long = 28 
  Const SE_ERR_DLLNOTFOUND As Long = 32 
  Const SE_ERR_FNF As Long = 2         '  file non trovato 
  Const SE_ERR_NOASSOC As Long = 31 
  Const SE_ERR_PNF As Long = 3         '  percorso non trovato 
  Const SE_ERR_OOM As Long = 8         '  memoria esaurita 
  Const SE_ERR_SHARE As Long = 26   

  Dim Scr_hDC As Long 
  Dim ret As Long 
  Dim sMsg As String 
  Dim risposta As Long   

  Scr_hDC = GetDesktopWindow() 
  ret = ShellExecute(Scr_hDC, "Open", _ 
      App.Path & "\RELAZIONI\" & _ 
      NomeFile, "", App.Path & _ 
      "\RELAZIONI", SW_SHOWNORMAL)   

  If ret <= 32 Then  ' Si è verificato un errore 
    Select Case ret 
      Case SE_ERR_FNF 
          sMsg = "File non trovato" 
      Case SE_ERR_PNF 
          sMsg = "Percorso non trovato" 
      Case SE_ERR_ACCESSDENIED 
          sMsg = "Accesso negato" 
      Case SE_ERR_OOM 
          sMsg = "Memoria esaurita" 
      Case SE_ERR_DLLNOTFOUND 
          sMsg = "DLL non trovata" 
      Case SE_ERR_SHARE 
          sMsg = "Violazione di condivisione" 
      Case SE_ERR_ASSOCINCOMPLETE 
          sMsg = "Associazione di file " & _ 
              incompleta o non valida" 
      Case SE_ERR_DDETIMEOUT 
          sMsg = "DDE Time out" 
      Case SE_ERR_DDEFAIL 
          sMsg = "DDE transazione fallita" 
      Case SE_ERR_DDEBUSY 
          sMsg = "DDE occupato" 
      Case SE_ERR_NOASSOC 
          sMsg = "Nessuna associazione per " & _ 
              "l'estensione del file" 
      Case ERROR_BAD_FORMAT 
          sMsg = "File EXE non valido o errore " & _ 
              "nell'immagine EXE" 
      Case Else 
          sMsg = "Errore sconosciuto" 
    End Select   

    If ret = 31 Then 
      ' non è installato Acrobat Reader 
      risposta = MsgBox("ATTENZIONE: in questo sistema " & _ 
          "non è installato Acrobat Reader, necessario " & _ 
          "per visualizzare documenti PDF." & vbCrLf & vbCrLf & _ 
          "Per installare Acrobat Reader (vers. 5.1 italiana): " & _ 
          "premere SI" & vbCrLf & "Per annullare l'apertura " & _ 
          "del documento PDF: premere NO", _ 
          vbYesNo Or vbCritical, "Installare Acrobat Reader?") 
      If risposta = vbYes Then 
        ' risposta = SI 
        ' ATTENZIONE: se il programma di setup di Acrobat Reader 
        ' si trova in un altro percorso, modificare l'istruzione 
        ' seguente 
        Shell App.Path & "\SETUP\AdbeRdr60_ita_full_WinXP.exe", _ 
            vbNormalFocus 
      Else 
        ' risposta = NO 
        MsgBox "Apertura documento PDF annullata.", vbInformation 
      End If 
    Else 
      ret = MsgBox("ERRORE: n. " & ret & " - " & _ 
          sMsg, vbCritical, "ApriPDF") 
    End If 
  End If 
End Sub

Migrare o non migrare da VB6 a VB 2005? Questo è il dilemma…

Premessa
Alla domanda “conviene migrare da VB6 a VB 2005?” oppure “quando migrare?” o ancora “perché migrare?“, posta a 100 programmatori diversi, riceverete 100 risposte diverse e forse anche di più. Sono domande che spesso compaiono nei forum, nei newsgroup e nelle mailing list fin dal primo momento in cui è comparsa la prima versione di VB.NET e che, dopo il rilascio di varie versioni fino all’attuale versione 2005, sono ancora qui a disturbare i nostri sonni e le nostre giornate lavorative.

Le valutazioni “pro” e “contro” su VB.NET e sul framework .NET sono le più svariate e spesso in contrasto tra di loro, in funzione della preparazione tecnica di chi le esprime e delle preferenze di ognuno. Infatti, pur esistendo delle motivazioni tecniche reali che spingono verso i “pro”, ci sono anche molte motivazioni soggettive altrettanto reali che spingono verso i “contro” e viceversa.

Con questo articolo vorrei esprimere in modo possibilmente completo il mio pensiero su questo problema per cercare di mettere ordine ai vari “pro” e “contro”, alla ricerca di argomenti oggettivi che possano orientare il potenziale programmatore “migratore”.

Questo articolo è anche un articolo “anomalo”, rispetto agli standard degli altri articoli pubblicati sul sito http://www.visual-basic.it. Infatti non contiene una-dico-una riga di codice in qualsivoglia linguaggio di programmazione.
Non ho la presunzione di riuscire a proporre un testo “definitivo”, riassuntivo di tutte le voci che ne parlano, né di scrivere qualcosa che possa rispecchiare il pensiero di tutti.
Questo articolo è semplicemente il mio pensiero e vuole essere una base per una utile riflessione che ciascuno può esercitare privatamente, come compito per casa, o pubblicamente nelle liste tecniche.

(sottotitolo: Un monologo esistenziale dovuto (forse) ad un eccesso di caffè?)

La volpe e l’uva
Partiamo dalla prima domanda: “conviene migrare da VB6 a VB 2005?“. La risposta è: dipende. Potrà sembrare semplicistica come risposta, ma ad una domanda del genere non si può rispondere sì o no in modo assoluto, bisogna valutare tutti gli aspetti della questione.

Prima di tutto, un po’ di storia personale. Mi viene in mente la mia carriera di programmatore, a partire da quando ancora non osavo nemmeno dire che ero un programmatore, dato che non ero in grado di esserlo. Nel 1984 ho comprato il mio primo Commodore VIC-20. Ancora oggi ricordo con orgoglio la prima accensione di quel piccolo “mostro”:

  • 3,5 kb (si, avete letto bene, circa 3.500 BYTE!) di RAM
  • registratore a cassette nastro (i floppy erano ancora un sogno)
  • niente monitor (si collegava alla TV)
  • interfaccia a caratteri (se non ricordo male 22 caratteri per 25 righe)
  • linguaggio Commodore Basic incorporato

Al termine del servizio militare (nell’86) ormai i 3500 byte mi stavano stretti e quindi ho deciso di sostituire quella piccola creatura con qualcosa di più: un Commodore 128-D. Allora non mi ero posto il problema se conveniva migrare dal VIC-20 al C-128-D, era ovvio che fosse qualcosa da fare. Le caratteristiche del nuovo mostro erano:

  • 128 kb di RAM (siamo ancora sotto il Megabyte…)
  • monitor a doppia modalità (a colori o a fosfori verdi)
  • unità floppy disk da 5,25 pollici
  • interfaccia a caratteri (40 x 25 che poteva diventare 80 x 25)
  • linguaggio Commodore Basic incorporato
  • software per videoscrittura integrato su un espansione hardware

E’ stato un grosso passo in avanti, poi, quando nell’87 ho potuto mettere le mani su un PC compatibile, perché l’Ente dove avevo iniziato a lavorare aveva deciso di comprarne uno, ero il primo, nell’Ente, ad essere il felice utilizzatore di un Olivetti M-24 del costo approssimativo (a quei tempi) di circa 7 milioni di Lire…

Da allora ne è passata tanta di acqua sotto i ponti, così come è stata grande la mia scalata ad hardware e software di maggiore potenza. Ad ogni cambiamento non ho mai pensato “conviene farlo?”. Non ho mai messo in dubbio la sostituzione di hardware vecchio con hardware più potente.

Non ho dubitato di fare la cosa giusta quando ho iniziato ad abbandonare la vecchia interfaccia a caratteri di MS-DOS per quella più gradevole di Windows 3.1. Eppure il “salto” tecnologico anche allora è stato drammatico. Ci si cominciava a scontrare con un tipo di programmazione diversa, non più programmazione di tipo “spaghetti-code” oppure “programmazione strutturata” ma “programmazione ad eventi” con “Visual Basic 1.0 per MS-DOS” (versione a caratteri) e con “Visual Basic per Windows” (versione grafica).

E’ allora che ho cominciato a capire quale fosse la mia vera vocazione: da grande volevo fare il programmatore!

Via via che passava il tempo, la tecnologia ha continuato ad avanzare in modo sempre più veloce e frenetico. Le reti diventavano sempre più grandi, i software più complessi, le macchine più potenti, Internet che iniziava ad espandersi, tutto diventava sempre più complicato.

La passione, però, mi ha sempre spinto avanti ad imparare cose nuove, ad abbandonare tecnologie o tecniche vecchie per quelle nuove, senza mai un dubbio o un ripensamento.

Ora si presenta un altro “salto tecnologico”: la vera programmazione orientata agli oggetti (OOP) viene offerta in grande scala a tutti i programmatori, anche a chi proviene da linguaggi non-C++.

Improvvisamente la grande massa critica di programmatori dell’intero mondo si interroga: faccio la cosa giusta? Devo imparare di nuovo tutto da zero? Devo spendere dei soldi (tanti soldi) per provare una tecnologia che non so se mi sarà congeniale? E se non riesco a capire l’OOP, ho speso i soldi per niente? Adesso che ho lavorato tanto per crearmi tutte le mie applicazioni commerciali, le mie librerie di codice e la mia base di conoscenza, devo ricominciare da capo e buttare via tutto il lavoro fatto? Ma chi si crede di essere la Microsoft per essere così prepotente nei miei confronti? Non le sono stato forse un programmatore fedele fino ad oggi? Devo forse cambiare linguaggio, cambiare lavoro?

E’ difficile dare una risposta chiara a tutte queste domande, perché non esiste una risposta che possa soddisfare chiunque. Le motivazioni per adottare o per ripudiare il nuovo mondo .NET sono tante e sarà possibile citarne solo alcune. Cominciamo a ragionare sulle domande e a cercare di trovare una risposta.

Devo imparare di nuovo tutto da zero?
In effetti c’è molto da imparare da zero:

  • prima di tutto il nuovo paradigma di programmazione ad oggetti, che ai programmatori VB6 era conosciuto solo in minima parte e con le forti limitazioni imposte da VB6. Il salto è concettuale e non si tratta di imparare solo una tecnologia ma un diverso modo di pensare. L’attenzione è spostata in gran misura dal flusso del programma al comportamento di un “oggetto”. Un oggetto “è dotato di vita propria” (se mi concedete la licenza poetica), lo si deve conoscere e rispettare. Solo allora l’Oggetto ci ricambierà con le azioni utili che saprà fare per noi.
  • l’intero framework .NET è fatto di migliaia di “namespace”, “classi”, “metodi” e “attributi”. Difficile farli entrare tutti in testa contemporaneamente. Conviene iniziare a capire la struttura generale ed esplorare via via le sole cose che ci interessano. La conoscenza richiede una buona infarinatura generale che può venire da un buon libro, o meglio da uno o più buoni libri, da corsi specializzati di buon livello, dalla frequentazione di liste tecniche e forum e così via. Sapere “DOVE” cercare è più importante di “SAPERE TUTTO”. Dopo tutto, è per questo che esistono i libri e le comunità tecniche, no?

Per il resto, l’esperienza nella programmazione fatta in precedenza non è mai da buttare via e non richiede di iniziare di nuovo da zero all’arrivo di una nuova tecnologia o di un nuovo linguaggio. Questo pensiero lo condividono molti studiosi di lingue straniere: è difficile imparare la prima lingua straniera, ma quando ne conosci 2 o 3, la quarta è più facile da imparare.

Devo spendere dei soldi (tanti soldi) per provare una tecnologia che non so se mi sarà congeniale?
Questa domanda sta iniziando a vacillare, dato che la Microsoft ha dato una grande svolta alla propria politica commerciale: ha reso disponibili gli ambienti di sviluppo .NET gratuitamente per permettere un più facile avvicinamento di programmatori indecisi. Le limitazioni imposte dai software gratuiti sono ampiamente tollerabili e ripagate dal costo zero e dalla possibilità di “mettere mano” ai nuovi linguaggi .NET.

E se non riesco a capire l’OOP, ho speso i soldi per niente?
Con le nuove versioni Express, gratuite, anche questa domanda non ha più senso. Forse andrebbe riproposta diversamente, cioè: “E se non riesco a capire l’OOP, ho perso TEMPO per niente?”. Il tempo è denaro e quindi la domanda è ancora sensata…

La capacità di comprensione, ovviamente, dipende dalle capacità mentali dei singoli soggetti e quindi non è prevedibile quantificare il grado di successo di ciascuno. La comprensione, però, dipende anche fortemente dalla volontà e dall’impegno profuso da ciascuno nello studiare e nel capire questa nuova realtà. Non c’è molto spazio all’improvvisazione, cosa che c’era invece nei vecchi linguaggi (es. Commodore Basic, GW Basic ecc.).

Forse l’impegno che richiede questo nuovo “salto” permetterà una maggiore selezione dei migliori programmatori sul mercato. Non c’è molto spazio per i programmatori improvvisati.

Adesso che ho lavorato tanto per crearmi tutte le mie applicazioni commerciali, le mie librerie di codice e la mia base di conoscenza, devo ricominciare da capo e buttare via tutto il lavoro fatto?
Questa è una delle parti più spinose della questione. Il lavoro dedicato negli anni a creare le proprie librerie, le proprie applicazioni, viene brutalmente messo in discussione e soffre di una grave perdita di valore.

Il fatto che la Microsoft abbia fatto di tutto per creare strumenti di conversione da VB6 a VB.NET (conversione automatica dei progetti, namespace Microsoft.VisualBasic, ecc.), per fornire le conoscenze, per incentivare la migrazione in molte maniere (fornendo software gratuito, seminari tecnici gratuiti, documentazione on line ecc.), allevia leggermente il danno ma non risolve completamente il problema.

In effetti la “reingegnerizzazione” delle nostre librerie potrebbe però portare ad un beneficio reale. Infatti, si può ragionevolmente pensare che le nostre nuove librerie saranno costruite con una caratteristica che le vecchie librerie non avevano: il codice sarà ampiamente riutilizzabile per evitare di reinventare sempre “l’acqua calda”.

Questo lavoro di rifacimento, quindi, può essere visto come una perdita di tempo e di denaro, ma può anche essere visto come un’opportunità per costruirci degli strumenti che ci possono realmente far fare un grosso salto di qualità al nostro software.

Ma chi si crede di essere la Microsoft per essere così prepotente nei miei confronti? Non le sono stato forse un programmatore fedele fino ad oggi? Devo forse cambiare linguaggio, cambiare lavoro?
Questo è un atteggiamento vittimistico che poco ha a che fare con la passione del programmatore, con lo spirito di innovazione che dovrebbe avere un tecnico il cui primo pensiero dovrebbe essere “l’innovazione” e il “miglioramento”.

Ovviamente Microsoft è un’azienda, e come tale deve raggiungere un utile per “sopravvivere” (e far sopravvivere i propri dipendenti). Non le si può quindi imputare una colpa se per prima tende ad una innovazione generale dei propri prodotti.

Certo, Microsoft può anche aver fatto qualche errore di valutazione, ma nessuno è perfetto.

Conclusione
Alla domanda: “faccio la cosa giusta?” ognuno avrà una sua risposta personale, dal “si assoluto” al “no assoluto” con le migliaia di sfumature intermedie. Per orientare la propria risposta un po’ più verso il “si”, bisognerebbe fare alcune considerazioni:

  • la Microsoft non tornerà indietro, questo è certo. Anzi, la spinta verso .NET sarà sempre più forte e coinvolgerà tutte le realtà mondiali, dai grandi produttori di hardware/software agli utenti. Quindi anche i programmatori. Perché rischiare di essere fuori dal mercato?
  • le offerte di lavoro che vengono pubblicate da un po’ di tempo ormai chiedono sempre più spesso programmatori .NET (VB.NET e C# soprattutto, ma anche molti per web). La migrazione al mondo .NET quindi è anche un’opportunità che un programmatore attento non può farsi sfuggire. Ormai .NET è sul mercato da alcuni anni e non si può più affermare ragionevolmente che “è una moda passeggera”.

[VB6] Code Advisor: uno strumento per la migrazione da VB6 a VB 2005

Premessa
Pur programmando da diversi anni con VB e con VBA (soprattutto con Access) riesco comunque a cogliere le opportunità che si prospettano con i nuovi linguaggi che implementano il paradigma della programmazione orientata agli oggetti (OOP). Nei miei studi universitari ho avuto anche a che fare con JAVA e quindi anche in questo caso con la programmazione ad oggetti (nota: C# ha una sintassi molto simile a quella di JAVA). Ho studiato, ho sperimentato e mi sono impegnato parecchio anche nelle mailing list nel cercare di capire questo nuovo modo di programmare.

Nonostante tutto l’interesse, tutta la passione e tutto l’impegno profuso per padroneggiare questo nuovo mondo, non sono ancora riuscito ad avere la “situazione in pugno”. Mi sento ancora come una vecchia locomotiva che non riesce ad andare in pressione e quindi ad iniziare il suo viaggio lungo i binari sicuri della programmazione ad oggetti.

A questo punto non resta che esplorare altre possibilità e cioè utilizzare degli strumenti che almeno mi permettano di capire quali sono le parti di codice che fanno parte del “passato” VB6 e che non hanno una corrispondenza diretta nel nuovo VB.NET.

VB6 Code Advisor: download e installazione
Prima di tutto è necessario scaricare dal sito Microsoft questo “add-in” per l’IDE di VB6. L’indirizzo esatto da cui è possibile scaricarlo è il seguente:

http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&FamilyID=a656371a-b5c0-4d40-b015-0caa02634fae

Una volta scaricato il file “Code Advisor for Visual Basic 6_ITA.msi” è possibile avviarlo per far partire l’installazione. Le prime opzioni potranno essere tutte confermate così come sono.

Appena comparirà la seguente schermata, invece, consiglio di scegliere l’opzione “Completa“, perché così installerete anche la documentazione e gli altri componenti necessari per estendere “Code Advisor“.

Infatti “Code Advisor” è un prodotto estendibile con nuove regole per avere ulteriori consigli sul codice che non erano previsti nella versione iniziale del prodotto. Alcune di queste nuove regole sono pubblicate anche su articoli MSDN.
Dopo un altro paio di click di conferma, avrete l’add-in installato. A questo punto facciamo partire VB6.

Nell’IDE di VB6 troviamo già un paio di differenze: nel menu “Aggiunte” c’è il nuovo menu “Code Advisor” e tra le barre strumenti ce ne sarà una nuova di nome “Code Advisor per Visual Basic 6“. Entrambe presentano alcune voci identiche e quindi siamo liberi di utilizzare l’una o l’altra modalità, a nostra preferenza.
Le voci sono:

  • Aggiungi FixIt
  • Rimuovi FixIt
  • Trova FixIt successivo
  • Filtra regole FixIt
  • Definizione ambito (con le scelte “Ambito: progetto attivo” oppure “Ambito: file attivo“)

Nel menu, poi, c’è anche la voce “Visualizza report FixIt” che però al momento è disattivata, non avendo ancora utilizzato le funzionalità di questo add-in.

Gettiamo carbone nella caldaia della locomotiva…
A questo punto apriamo un progetto VB6, uno qualsiasi, per fare una prima prova “al volo” delle funzionalità offerte dall’add-in.

Per iniziare l’analisi del nostro progetto, scegliamo la voce “Aggiungi FixIt“. Diventerà subito visibile una barra di avanzamento per farci capire a che punto è l’analisi del codice. Al termine dell’analisi, nel lato destro della barra degli strumenti di “Code Advisor” comparirà un pulsantino con l’unica funzione di indicarci quanti sono i “FixIt“, cioè i suggerimenti inseriti nel codice (nel mio caso sono stati 13, molti dei quali dello stesso tipo).

I suggerimenti (FixIt) sono inseriti come commenti nel codice, secondo il seguente schema:

  'FIXIT: questo è un suggerimento

Premendo il pulsante “Rimuovi FixIt“, tutti i suggerimenti saranno rimossi dal codice come se non fossero mai stati inseriti.

Il pulsante “Trova FixIt successivo” serve a spostarsi “in avanti”, da un suggerimento all’altro. Questa funzionalità permette di trovare subito i suggerimenti senza dover guardare tutto il codice.

Il pulsante “Filtri FixIt” svolge un’importante funzione: apre una finestra di dialogo dalla quale è possibile selezionare sia la versione VB.NET alla quale vogliamo migrare, sia i singoli suggerimenti, uno per uno, che vogliamo attivare o disattivare. Riporto qui di seguito un’immagine che può chiarire il concetto.

Il pulsante “Visualizza Report FixIt“, che è diventato attivo dopo l’aggiunta dei suggerimenti, apre il browser Internet per mostrare un report piuttosto dettagliato e contenente:

  • alcune statistiche del progetto (numero regole, numero componenti, numero problemi, ecc.);
  • tutti i “problemi” riscontrati, con il nome del modulo che contiene il codice, la relativa sezione e la riga dove si trova il “problema”;
  • l’elenco dei componenti che hanno riportato almeno un problema;
  • l’elenco delle regole applicate con il conteggio delle occorrenze di ognuna.

Il report si presenta in questa forma:

Il pulsante “Guida in linea di Code Advisor” apre appunto la guida in linea, mentre l’ultimo pulsante “Definizione ambito“, che può assimere due diversi valori (“Ambito: progetto attivo” oppure “Ambito: file attivo“) specifica appunto se le regole vanno applicate all’intero progetto o al solo file attivo. In quest’ultimo caso, i suggerimenti vengono applicati solo al file attivo e anche il “Report” viene prodotto solo sulla base dei risultati ottenuti dall’analisi del file attivo.

Una nota a margine: utilizzando questo add-in, improvvisamente mi è comparsa questa finestra di avviso di Norton AntiVirus:

IMMAGINE 4

Norton AntiVirus ha interpretato le azioni di questo script come quelle di uno “script maligno”. Ritenendo che non ci fossero particolari dubbi sul fatto che fosse il NAV ad aver avuto un “abbaglio”, ho scelto la voce “Autorizza questo script“, ho confermato e ho quindi potuto continuare il lavoro ;-)

Come ultima parte di questo articolo e ad esemplificazione dei suggerimenti che questo add-in produce, ne riporto uno auto-esplicativo:

  Utilizzare Option Explicit per impedire la creazione implicita di variabili di tipo Variant.

Conclusione
Non è tra gli obiettivi di questo articolo elencare e spiegare per filo e per segno tutti i “problemi” riscontrati nell’esperimento. L’obiettivo, infatti, era quello di fornire uno sprone all’uso di uno strumento che può aiutarci nel capire meglio come migliorare il nostro codice e i nostri progetti per prepararli adeguatamente nell’ottica di una migrazione a VB.NET / VB 2005.

#1 Convertire un orario (hh.mm.ss) in un numero di tipo Double

(Tip per VB6):

Talvolta occorre convertire un orario espresso nel formato “hh:mm:ss” in un numero di tipo Double, specialmente nel caso in cui tale numero sia da utilizzare in calcoli (es. tariffe orarie calcolate su un periodo frazionato).

Per semplificare la conversione è possibile utilizzare la seguente funzione:

Function Ore2Double(tempo As Date) As Double 
	' il parametro di input tempo contiene ad esempio "10:20:30" 
	Dim risultato As Double 
	risultato = Val(DatePart("h", tempo)) 
	risultato = risultato + Val(DatePart("n", tempo)) / 60 
	risultato = risultato + Val(DatePart("s", tempo)) / 3600 
	Ore2Double = risultato 
End Function

Tale funzione può essere richiamata in modo molto semplice:

Dim tempo As Date 
tempo = "10:20:30"        ' conversione implicita 
MsgBox Ore2Double(tempo)  ' restituisce un Double
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