Arduino & C. … IoT a portata di mano!

Ecco qua la “bestiolina”, un clone esattamente uguale ad Arduino Mega 2560 R3. E’ arrivato anche per me il momento di esplorare questo mondo di microcontroller, componenti elettronici e sensori, con i quali si possono realizzare soluzioni IoT (Internet of Things), ma anche tante altre cose utili non necessariamente connesse. Si parte per una nuova avventura fatta di software e di hardware. A breve qualche post sul mio blog https://deghetto.wordpress.com e un articolo sulla rivista ioProgrammo!

Elegoo Mega 2560 R3

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Pubblicato il 4 agosto 2017, in Arduino, IoT, Programmazione, VS 2017 con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. consiglio questo kit Arduino Uno R3 da amazon 29-50Euro: https://www.amazon.it/gp/product/B01N921CM2/ref=oh_aui_detailpage_o04_s00?ie=UTF8&psc=1 per chi è alle prime armi. Puoi scaricare i progetti dal sito di elegoo oppure dal cd incluso nella confezione.
    Puoi fare praticamente tutto 🙂

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  2. Ho scelto questo perché faceva parte di un kit di moltissimi componenti inclusi in una comoda valigetta. Così posso iniziare con una prima dotazione di componenti e posso andare avanti prendendo volta per volta solo le cose che mi servono. Comunque grazie per il consiglio 🙂

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  3. Sandro Lusardi

    Sono ottimi “giocattolini”, c’è solo da stare molto attenti in ambiente industriale per quanto riguarda i problemi di disturbi e interferenze elettromagnetiche.
    Per l’IoT su macchine industriali è meglio adottre soluzioni più robuste sotto questo aspetto.

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  4. Ciao Sandro, sono d’accordo su quanto hai scritto. Arduino è sicuramente interessante come piattaforma di sviluppo e di prototipizzazione, soprattutto in ambito personale e casalingo. In ambito industriale le raccomandazioni tecniche e le norme di settore richiedono maggiore isolamento dalle interferenze e questo è un dato di fatto. Ciò non toglie il fatto che sia un prodotto veramente innovativo, soprattutto perché mette questa tecnologia a disposizione della gente comune. Un po’ come oltre 30 anni fa è stato con il Commodore VIC-20 (è stato il mio primo home computer) o con il C64: un Olivetti M24 costava 7 milioni di Lire (circa 3.500 Euro attuali), mentre un Commodore VIC-20 costava 200.000 Lire (circa 100 Euro attuali). Con i Commodore (anche Amiga), i ZX Sinclair e gli Atari hanno iniziato a lavorare nell’informatica migliaia (o centinaia di migliaia) di persone… Con Arduino prevedo una progressione abbastanza simile.

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    • Sandro Lusardi

      Ciao Mario, mi auguro anch’io una sempre maggiore popolarità di Arduino che, non dimentichiamo, è frutto di ingegno italiano. Ho qualche dubbio che possa sfondare in ambito industriale perchè, senza presunzione, penso di conoscere bene il settore nel quale lavoro da quasi 40 anni.
      Il mercato è principalmente in mano ad una serie di brand multinazionali che forniscono una serie vastissima di prodotti e che, di fatto, stabiliscono gli standard.
      Poi ci sono ditte più piccole che a fatica cercano di ritagliarsi spazi, soprattutto in settori di nicchia o per esigenze “verticali” nei quali lavorare con prodotti standard diventa macchinoso.
      A beh, poi esiste tutto un corollario di “cantinari” che promettono soluzioni innovative ma che alla fine lasciano il tempo che trovano.
      E’ però vero che adesso con l’IoT e Industry 4.0 si è alzato un bel polverone che ha portato molti ad interessarsi di sistemi embedded. Staremo a vedere…

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